La Teoria del Tutto di Tom Campbell

La Teoria del Tutto di Tom Campbell



La Teoria del Tutto di Tom Campbell ha l'intento di riunire metafisica, fisica e le altre scienze, in un unico modello integrato di realtà, descrivendo come avvengono le interazioni tra materia, energia e coscienza.
Molti si chiederanno: chi è Tom Campbell?
In Italia non è sicuramente molto conosciuto anche perchè i suoi scritti sono interamente in lingua inglese e piuttosto complessi.Tuttavia, per chi, come me, ha avuto la fortuna di imbattersi nei suoi studi, vale la pena approfondirne il pensiero.

Tom Campbell è un fisico nucleare, attualmente consulente per varie agenzie governative, che ha cominciato a ricercare gli stati alterati di coscienza con Bob Monroe, autore di " I miei viaggi fuori dal corpo", presso i Laboratori Monroe nei primi anni 1970; in quel luogo, lui e pochi altri hanno contribuito a fondare il laboratorio di Robert Monroe per lo studio dei diversi stati di coscienza.
Punto di partenza furono le esperienze di Robert Monroe, ingegnere ed imprenditore di successo, deceduto nel 1995, il quale aveva avuto numerose esperienze spontanee di uscite dal corpo, e desiderava ad ogni costo, verificare la veridicità di tali fenomeni, dimostrando che non si trattava di semplici sogni, ma di veri e propri spostamenti della coscienza al di fuori del corpo fisico. Per questo motivo Robert si avvalse dell'aiuto di alcuni studiosi dalla mente aperta, tra cui Tom Campbell, veri e propri pionieri in tale campo che, oltre ad aver sviluppato la tecnologia per facilitare il raggiungimento di specifici stati alterati, sperimentarono ed esplorarono direttamente tali stati.
Lo scopo di quegli studi era ricavare un resoconto scientifico e serio che dimostrasse la veridicità di diversi stati di coscienza, utilizzando una tecnologia basata sul suono, che venne chiamata Hemi-Sync®, capace di ricreare in condizioni di sicurezza e riproducibilità, diversi stati di consapevolezza.
L'Istituto Monroe includeva una sala di controllo e tre camere elettromagneticamente schermate attrezzate con altoparlanti, un microfono, e le unità di misura fisiologiche. Gli esploratori dovevevano sdraiarsi ed ascoltare delle combinazioni di segnali audio tramite auricolari stereo, riferendo poi sulle loro esperienze in modo da stabilire delle correlazioni.
Da allora, gli anni di ricerca e di sperimentazioni hanno prodotto programmi di formazione esperienziali dedicati all’esplorazione dei diversi stati di consapevolezza dell’uomo. Oggi l’istituto Monroe è costituito da una divisione di ricerca, una di educazione e una professionale. Le collaborazioni con Ospedali, Centri di ricerca e Università hanno prodotto diversi progetti applicativi e attestazioni internazionali.

Ma torniamo a Tom Campbell. Negli ultimi 30 anni, Campbell ha focalizzato la propria attenzione sull'esplorazione rigorosa della coscienza, analizzandone le proprietà, i limiti, e le abilità. Durante questo stesso periodo di tempo, si è distinto come uno scienziato che lavora, un fisico professionale che è stato al centro dello sviluppo di sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti.
Il libro di cui ho intenzione di parlare è My Big TOE (My big Theory of Everythink), ovvero "La mia Grande Teoria del Tutto". Si tratta di un libro di ben 820 pagine, disponibile anche in 3 testi che insieme formano una trilogia.
Diciamo subito che non si tratta del classico libro commerciale che si legge tutto d'un fiato; al contrario, è necessaria una buona dose di pazienza, volontà e sforzo mentale per leggerlo tutto. Quindi se non siete interessati all'argomento dell'evoluzione della coscienza o siete lettori occasionali, non me la sento di consigliarvelo. Se invece, come me, siete alla ricerca di qualcosa di originale, che stimoli la vostra intuizione e apra la mente a nuovi orizzonti e possibilità, ve ne consiglio caldamente la lettura. Non rimarrete delusi.
Dal momento che il testo è in lingua inglese, è naturalmente richiesto almeno un buon livello di comprensione in fase di lettura; per ora, non esiste alcuna traduzione in italiano, o almeno io non sono stata in grado di trovarla.

L'INIZIO DELL'ESPERIENZA DI TOM CAMPBELL

L'autore, nel primo libro "Awakening", racconta in che modo ebbero inizio per lui le esperienze degli stati alterati di coscienza; nel 1971 mentre si stava recando a svolgere la consueta lezione di fisica, all'improvviso notò un poster che reclamizzava un corso di meditazione trascendentale. Incuriosito, malgrado la sua formazione scientifica e razionale, decise di iscriversi ed ottenne dei risultati inattesi ed incredibili. Durante lo stato di meditazione si rese conto di essere in grado di svolgere problemi, analisi complesse di dati, semplificazioni di materie estremamente complesse. Tom acquisì la capacità di meditare anche durante il lavoro, senza che nessuno se ne accorgesse, trovando rapide soluzioni a problemi complessi e passando da uno stato di coscienza ad un altro molto velocemente.
Un giorno, il suo capo gli offrì un libro da leggere; si trattava appunto di "Journeys Out of the Body" di Robert Monroe e, successivamente, Tom si recò a conoscerne l'autore, iniziando così quella collaborazione che lo portò allo studio degli stati alterati di coscienza, attraverso la ricerca di risultati verificabili e ripetibili.
Questa parte è veramente interessante perchè Tom descrive alcune delle sue dirette esperienze, ad esempio quando provò ad effettuare un'uscita dal corpo in contemporanea con un suo collega e i due ricercatori si resero conto di aver effettivamente visto le medesime cose.
Tom acquisì la capacità di passare con facilità da una realtà ad un' altra semplicemente spostando la sua concentrazione e riuscendo a rimanere consapevole contemporaneamente e simultaneamente in entrambi i sistemi di realtà. Egli arrivò alla conclusione che l'esperienza umana fosse limitata solo ad una piccola parte di una più grande realtà e che, conseguentemente, dovessero esistere tutta una serie di fenomeni, interazioni e relazioni non percepibili dagli esseri umani ma con essi strettamente connessi.

LE DUE FONDAMENTALI ASSUNZIONI SU CUI SI BASA LA TRILOGIA

  • 1) LA PRESENZA DI UNA PRIMORDIALE FORMA DI ENERGIA COSCIENTE, ILLIMITATA ED INDIVISA, L'ASSOLUTO (denominato AUO).
    Si tratta di un assoluto uniforme, senza differenziazioni, senza limiti o confini, come un oceano calmo, il vuoto che esiste al di là del nostro spazio-tempo. Esso è simultaneamente ogni cosa in potenza e Niente (senza differenziazioni o confini). Si tratta di una immensa forma di potenziale energia, non strutturata ma strutturabile.
    AUO è in grado di interagire solo con sè stesso per guadagnare una debole consapevolezza che gli da modo di modificare la sua uniformità o struttura interna.
    Che cosa può fare AUO che stimoli il cambiamento? Per prima cosa può creare una dualità entro sè stesso; può alterare la sua uniformità, creando una distorsione locale.
    AUO, similmente alle cellule primordiali del nostro pianeta, in qualche modo evolve, diventando vagamente cosciente del fatto che può effettuare cambiamenti nel suo stato.
    La consapevolezza, anche se vaga, genera sempre maggiori possibilità per auto-esplorarsi. AUO scopre che può creare due perturbazioni nella sua infinita uniformità, poi 3, poi 4, poi 100, poi milioni..., trasformandosi in un enorme colosso multicellulare ma ancora molto semplice, senza alcuna specializzazione di funzioni. A questo punto AUO inizia ad organizzare le sue cellule in modelli, schemi, gruppi di schemi, via via più complessi.
    AUO rappresenta la sostanza primordiale della coscienza stessa, la coscienza primaria da cui noi, coscienze secondarie saremmo derivati.
    Bisogna dire a questo punto che, secondo Tom, non c'è modo per noi umani di comprendere o sapere da dove e perchè si originò l'Assoluto AUO, dal momento che tali origini sono nascoste al di là della nostra comprensione razionale. Ci sono alcune cose che noi non possiamo capire perchè non ne abbiamo l'abilità pratica e teorica. Accettare le nostre limitazioni è un passo fondamentale e necessario.


  • 2) IL PROCESSO FONDAMENTALE DI EVOLUZIONE.
    Caratteristica di tale processo è l'evoluzione di qualsiasi sistema di coscienza attraverso la ricerca di livelli più vantaggiosi di organizzazione, ossia attraverso una progressiva capacità di auto-miglioramento come risultato delle scelte fatte, dei risultati ottenuti e della capacità di auto-modificarsi. Ciò da luogo ad una riduzione del livello di entropia, dove per entropia si intende una misura del disordine del sistema.
    In parole semplici, l'entropia diminuisce quando un sistema passa da uno stato disordinato ad uno stato di equilibrio via via più ordinato.

    La capacità di auto-organizzarsi è critica al fine di formare e mantenere una coscienza consapevole.
    Per effetto del Processo Fondamentale di Evoluzione, l'Assoluto (AUO) specializza gradualmente una parte di sè stesso in moltissimi bytes di memoria che gli consentono di elaborare un insieme di processi logici collegati da regole, operazioni e relazioni. Le funzioni di calcolo e di memoria di AUO rappresentano il Grande Computer Primordiale che Tom chiama TBC. Esso si evolve per migliorare l'organizzazione e quindi ridurre l'entropia del sistema.
    AUO rappresenterebbe quindi una forma di coscienza digitale suddivisa in sottoinsiemi o molteplici celle di realtà ed in grado di ridurre la propria entropia e di migliorare la propria consapevolezza.
    Sempre sulla base del Processo Fondamentale di Evoluzione, L'Assoluto (AUO) necessita di inventare il tempo, al fine di incrementare il proprio livello di ordine e di organizzazione. Il Tempo separa il prima dal dopo, lo stato di entropia precedente dal successivo. Il tempo agisce come agente catalitico, incrementando notevolmente l'abilità di AUO di auto-organizzarsi e velocizzando le interazioni tra il Processo Fondamentale di Evoluzione e la Coscienza.
    AUO è pronto ad effettuare diversi "esperimenti" nell'ambito dell'evoluzione della coscienza. Ogni "esperimento" si svolge all'interno di una porzione o dimensione specifica di AUO o, in altre parole, di uno specifico spazio mentale. Possono esistere dimensioni entro dimensioni, realtà entro realtà, così come all'interno di una matrioska.
    Ogni realtà, come la nostra, sarebbe in pratica contenuta all'interno di una realtà più grande dalla quale deriverebbe e funzionerebbe in base ad un sistema definito di regole. Le molte realtà esistenti sarebbero poi tutte connesse alla Sorgente Unica e parte integrante di essa. La Coscienza sarebbe l'UNO, mentre le molte realtà e le entità che le popolano sarebbero sotto-insiemi specializzati di coscienza all'interno della loro dimensione di spazio-pensiero.
    Dal momento che AUO si è evoluto in una serie di celle di realtà estrememente ordinate e complesse che svolgono funzioni specializzate, esso diventa un tipo di entità completamente diversa a cui Tom da il nome di AUM ( THE ABSOLUTE UNBOUNDED MANIFOLD), cioè l'Assoluto Illimitato Multiforme. Si tratta ancora di un Uno Assoluto ma appunto multiforme, per la presenza di sequenze, schemi, realtà e dimensioni di esistenza. In particolare AUM, per interagire con se stesso, si divide in una molteplicità di sottosistemi di coscienza interattivi (Unità Individuali di Coscienza), che gli consentono di ridurre più facilmente la propria entropia.
    AUM è la medesima energia di base di AUO ma con un più elevato livello di consapevolezza, minore entropia e maggiori funzionalità.

    Sempre nell'ottica del Processo Fondamentale di Evoluzione della coscienza, AUM crea lo spazio il cui scopo, in associazione con il tempo, è quello di produrre una particolare esperienza virtuale per il sottoinsieme di entità coscienti o esseri presenti all'interno di una determinata realtà. Lo spazio fisico e la nostra esperienza di esso sarebbero quindi un'illusione, un trucco della nostra mente individuale, una realtà virtuale. In altre parole, lo spazio sarebbe un filtro interattivo della coscienza che definirebbe la nostra percezione della materia fisica.
    La realtà nella quale viviamo sarebbe una sorta di classe virtuale creata per aiutarci a ridurre la nostra entropia individuale, accrescendo al contempo la qualità della nostra coscienza. Il nostro sistema sarebbe inoltre formato dalla Realtà Materiale Fisica (Phisical Matter Reality, PMR) e da un sottoinsieme di realtà non fisica (NPMRn), a sua volta parte di un più ampio sistema di realtà (NPMR), con la quale sarebbe in rapporto di interazione costante.

EGO E LIBERO ARBITRIO

Nel secondo libro, "Discovery", Tom fornisce alcune importanti indicazioni sui concetti di ego e di libero arbitrio, nel contesto dell'evoluzione della coscienza umana.
Le nostre azioni volontarie sono il risultato del nostro intento. Nell'evoluzione della coscienza, motivazione ed intento sono fattori chiave. La giusta motivazione e la conseguente azione generalmente hanno come conseguenza una riduzione dell'entropia all'interno della nostra coscienza; al contrario, un'errata motivazione genererà un'aumento dell'entropia e quindi una involuzione. Giusto e sbagliato, in questo contesto si differenzierebbero in relazione all'influenza delle nostre azioni sulla qualità della coscienza, sul suo grado di ordine e di armonia.
A livello fisico noi umani siamo delle forme di vita altamente competitive guidate dall'istinto di conservazione, dalla ricerca dall'auto-soddisfazione, dalla tendenza ad utilizzare la nostra energia per controllare e dominare il mondo esterno. Nello stesso modo, noi facciamo il possibile per controllare e manipolare ciò che percepiamo come mondo interno, aderendo ad un sistema che soddisfi le nostre credenze ed aspettative ed utilizzando il nostro ego per giustificare le preoccupazioni attraverso il controllo, il dominio ed il desiderio.
Il principale denominatore dell'umanità è la tendenza alla competizione, il desiderio di manipolare praticamente ogni cosa. Il genere umano è ossessionato dal desiderio di potere, di dominio e di controllo, in pratica dai desideri dell' ego. Quindi, ogni nostra scelta ci da di fatto l'opportunità di trasformare un incremento di entropia basato sulle paure dell'ego, in un atto di amore incondizionato, e quindi in un decremento di entropia.
Le scelte fatte per soddisfare i desideri dell'ego, nella maggior parte dei casi, producono ansietà, stress, dolore, frustrazione, senso di vuoto, insicurezza ed infelicità (aumento dell'entropia e quindi disarmonia, disordine), mentre le scelte fatte per esprimere amore incondizionato producono pace, tranquillità, soddisfazione e gioia (diminuzione dell'entropia e quindi armonia e ordine).
Per comprendere l'ego è prima necessario capire le nostre paure. Ad un livello profondo la paura è generata dall'ignoranza entro una coscienza di bassa qualità.

I quattro fattori motivazionali principali dell'umanità sono, secondo Tom:
  • 1) La sopravvivenza ed il successso materiale.
  • 2) Il sesso ed il rapporto uomo-donna.
  • 3) Il potere ed il controllo.
  • 4) L'auto-miglioramento, l'amore e la paura.
Nel caso in cui un individuo percepisca una seria mancanza dei primi tre fattori, ciò che si genererà sarà la paura, in particolar modo se la qualità della coscienza è bassa. In aggiunta a ciò, la paura emergerà in caso di incompleta conoscenza o comprensione.
La paura risiede nell'intento o nella motivazione e non nell'azione. Ad esempio, cercare di evitare un problema può essere un'azione adeguata, non necessariamente motivata dalla paura. La paura, come prodotto dell'intento, rappresenta uno stato di coscienza, paragonabile ad un cancro della mente; è una malattia della coscienza, una condizione di ignoranza debilitante e distruttiva.
L'ego è il diretto risultato della paura. Necessità, aspettative, desideri sono infatti quasi sempre generati dall'ego come strategie a breve termine finalizzate a ridurre l'ansietà prodotta dalla paura. D'altro lato, l'intelletto giustifica e razionalizza ciò che l'ego richiede per fabbricare una struttura di fantasia che deve controbilanciare ogni paura.
Senza paura l'ego non ha necessità di esistere. I desideri di base che si manifestano sono naturali, salutari ed in consonanza con il corretto essere e la crescita spirituale; essi non creano conflitto.
Umiltà e compassione sono l'antitesi dell'ego, sono ciò che rimane quando l'ego se ne è andato. Umiltà e compassione sono i meccanismi correttivi dell'ego mentre conoscenza e coraggio sono i meccanismi correttivi della paura. L'amore è il risultato del successo di entrambe le correzioni.
L'amore incondizionato è la più naturale espressione di una coscienza caratterizzata da un livello di bassa entropia. Noi tutti abbiamo la possibilità di evolvere la nostra coscienza ed il cogliere o meno questa opportunità spetta interamente a noi. In tale contesto la libera scelta, cioè la possibilità di prendere decisioni al fine di auto-modificarci è parte della definizione di coscienza stessa.
Il libero arbitrio non è una condizione esterna che deve essere applicata alla coscienza, è fondamentale all'esistenza della coscienza stessa, è il necessario attributo di una coscienza che si evolve con successo. L'evoluzione richiede di fare delle scelte tra diverse alternative e queste scelte devono essere libere.
Il libero arbitrio che si genera nella coscienza è il solo ingrediente attivo che muove o cambia i dati della coscienza. L'intento può anche modificare la probabilità che si realizzi un determinato evento futuro, rendendo un evento potenziale più o meno facimente realizzabile.

I FENOMENI PARANORMALI

Tom sostiene che i fenomeni paranormali si possano verificare solo nell'ambito dell'esperienza soggettiva personale, mediante la capacità, acquisibile da una coscienza evoluta, di manipolare l'energia non fisica.
I Ricercatori che studiano i fenomeni paranormali, non possono riprodurli o controllarli dall'esterno dato che non è possibile avere un controllo fisico su un'entità completamente non fisica come la coscienza. Inoltre i fenomeni paranormali non possono essere spiegati sulla base dei rapporti di causa-effetto della nostra realtà materiale.
A causa dello loro natura personale e soggettiva, è difficile per i ricercatori definire o studiare in modo oggettivo i fenomeni paranormali ad un livello profondo. Ciò che i ricercatori possono fare è solo sperare di osservare e documentare la loro esistenza. Il protocollo scientifico ordinario richiederebbe che venissero eliminati tutti gli elementi di incertezza legati allo studio di un fenomeno ma ciò non è possibile quando si parla di fenomeni paranormali.
Tom ci parla quindi del Principio di Incertezza che caratterizza la manifestazione dei fenomeni paranormali. In base a tale principio ogni fenomeno paranormale è sempre caratterizzato da un certo grado di incertezza, tanto quanto basta affinchè tale fenomeno non abbia un impatto eccessivo sulla maggior parte degli abitanti della realtà materiale (PMR). In tal modo, quegli individui che non sono ancora pronti per percepire e capire una realtà più vasta, non sono obbligati a sperimentarla e possono invece continuare a trovare dei punti fermi nelle relazioni di causa-effetto tipiche della loro realtà materiale spazio-temporale; solo chi sperimenta direttamente i fenomeni paranormali può accettarli e comprenderli, proprio perchè è pronto a fare un passo ulteriore nella evoluzione della propria coscienza.

PARALLELISMO TRA LA NOSTRA REALTA' E QUELLA DEI COMPUTER

Nella sezione successiva del II libro, Tom inizia a delineare un parallelismo tra la nostra realtà e quella virtuale dei videogiochi.
Così come i personaggi dei videogiochi, anche noi agiamo in una realtà caratterizzata da un ben preciso insieme di regole, all'interno della quale possiamo effettuare delle scelte per ottenere una serie di risultati; è proprio il fatto di poter effettuare cumulativamente una serie di scelte che ci consente di ottenere risultati significativi. Tali scelte sono per lo più motivate dalle interazioni con gli altri e riflettono la qualità della nostra coscienza. Ogni entità che si evolve generalmente progredisce attraverso una serie di piccole tappe successive per cui la crescita coscienziale si accumula per effetto di piccoli incrementi.
A questo punto Tom entra nel merito della possibilità per noi umani di creare una forma di coscienza attraverso i computer. Secondo Tom questo è teoricamente possibile dato che la coscienza si sviluppa naturalmente entro ogni sistema che possa provvedere ad un potenziale sufficiente per lo sviluppo di una organizzazione che sia in grado di auto-modificarsi e di evolversi autonomamente.
La coscienza, in altre parole, secondo Tom, può essere ospitata da ogni forma fisica che abbia la capacità di supportarla.
Ora, si potrebbe supporre di dare ai giocatori di un videogioco una certa quantità di memoria attraverso la quale essi possano registrare le informazioni attinenti alla loro prestazioni individuali e collettive, oltre a fornir loro l'abilità di collezionare, processare e valutare le informazioni, al fine di raggiungere degli obiettivi. Una volta che tali giocatori avessero sufficiente complessità e capacità di auto-modificarsi e di compiere le proprie scelte indipendentemente, essi sarebbero chiaramente consci.
Elemento fondamentale sarebbe la presenza del libero arbitrio, la possibilità di compiere delle scelte, dato che non può esservi coscienza senza possibilità di libera scelta e viceversa.
Piuttosto che dire che un computer diventerebbe conscio, è più accurato affermare che il computer supporterebbe la formazione di una coscienza attraverso un processo di auto-organizzazione. La coscienza si svilupperebbe quando l'hardware ed il software (corrispondenti al cervello ed al sistema nervoso centrale), provvedessero insieme ad un ambiente favorevole alla sua evoluzione. Naturalmente, il contenitore, in entrambi i casi ospiterebbe solo la coscienza, non ne sarebbe la sorgente.
Se rimpiazziamo la parola "computer" con le parole "corpo" e " cervello" possiamo iniziare a comprendere la natura digitale della nostra stessa coscienza.

LA REALTA' VIRTUALE

Per creare la nostra realtà materiale (PMR), l'Assoluto (AUM) avrebbe secondo Tom semplicemente imposto un sistema di regole sulla nostra coscienza tale da creare quella che è per noi la percezione materiale tridimensionale. Non è possibile modificare il sistema di regole che definisce la nostra esistenza e la nostra esperienza ma abbiamo la possibilità di partecipare attivamente alla nostra evoluzione. In quanto esseri senzianti, sebbene non esistiamo altro che come unità di coscienza non fisica, abbiamo la possibilità di interagire entro i limiti del sistema di regole dello spazio-tempo, nell'ambito di un' esperienza virtuale che consente alla coscienza di evolvere.
Per quanto riguarda la nostra realtà, essa sarebbe un prodotto o risultato della nostra esperienza, a sua volta dipendente dal nostro limitato sistema sensoriale e dall'interpretazione di quella stessa percezione da parte della nostra coscienza.
I due filtri, percezione sensoriale ed interpretazione, trasformerebbero "ciò che è" in "ciò che appare essere", dove "ciò che è" sarebbe qualunque cosa che interagisce con il nostro apparato sensoriale e che viene poi valutata ed interpretata dalla coscienza stessa per determinare ciò che significa.
Il nostro sistema nervoso centrale che include il cervello, i nervi, i neuroni, le sinapsi, le cariche elettriche, ospita la nostra coscienza, così come un computer ospita un sistema operativo e le applicazioni; esso funge da trasduttore bidimensionale tra l'esperienza virtuale del corpo fisico e la coscienza non fisica che definisce la nostra esistenza e motiva il nostro intento.
La mente non fisica riceve l'esperienza della realtà materiale dall'interpretazione limitata che di quella realtà fa il cervello. La mente quindi applica il suo unico sapere per produrre una risposta che esprime il suo intento in termine di azione interna ed esterna. La coscienza non fisica anima il corpo conferendolgi unicità, originalità e scopo.
In pratica, la realtà virtuale sarebbe una realtà che appare nella mente di un essere individuale, generata dall'invio di un flusso di dati da parte del Grande Computer Primordiale (TBC); tale flusso di dati sarebbe specificamente creato al fine di fornire ai partecipanti individuali la propria personale prospettiva e le proprie sensazioni interne. La realtà virtuale esisterebbe nella mente dei partecipanti sebbene essa appaia come esterna alle loro menti ed al loro corpo virtuale.
Qualsiasi realtà, anche mentale in cui un essere senziente interagisce, sarebbe sempre e comunque virtuale.
Così, per capirci, virtuali sarebbero anche la realtà dei sogni, quella delle esperienze di viaggi fuori dal corpo e persino quella in cui ci troveremmo dopo la morte. Questo perchè, in quanto coscienze, se non agissimo all'interno di una realtà virtuale, non sperimenteremmo alcuna esperienza derivante dalla ricezione e dall'invio di dati, non avremmo libera scelta, esisteremmo solo allo stato potenziale. In altre parole, tali realtà virtuali vengono create dal più largo sistema di coscienza al fine di permettere a singole, individuali unità di coscienza di avere un'esperienza virtuale, cioè di interagire con una serie di dati, entro un sistema definito di regole, al fine di evolversi verso una migliore qualità (minore entropia).

UNA REALTA' DENTRO L'ALTRA

Nel terzo libro, "Inner Workings", Tom spiega , in base alla sua diretta e personale esperienza, come all'interno della realtà da noi definita immateriale (NPMR) esistono multipli sistemi che interagiscono l'uno con l'altro (NPRMn, dove n =1,2,3,... rappresenta uno specifico sistema di realtà). Ogniuno di questo sottosistemi sembra essere organizzato come un esperimento in corso nella coscienza con i propri obiettivi, condizioni e regole.
Entro una delle realtà immateriali NPRMn esiste il nostro mondo (PMR) insieme a molti altri, alcuni simili al nostro, altri molto diversi. Tutte queste realtà sono virtuali, sia che siano materiali, secondo il nostro ristretto punto di vista, sia che non lo siano.
Quindi, ricapitolando, la coscienza è l'attributo fondamentale dell'Assoluto (AUM) e di ogniuna delle sotto-realtà create entro la mente dell'Assoluto stesso. L'assoluto è solo mente, mente digitale, suddivisa in numerosissime cellule di realtà. Eventualmente, alcune entità della nostra realtà materiale(PMR) possono diventare più consapevoli al punto da realizzare che esse esistono non solo nella realtà materiale stessa (PMR) ma anche nell'ambiente mentale immateriale che la contiene (NPMRn) e negli ambienti mentali superiori(NPRM e AUM). NPMR è più reale di PMR dal momento che contiene una realtà meno limitata di cui PMR è solo uno dei molti sottoinsiemi.
Dal momento che le interazioni tra diverse realtà sono limitate, la simultanea consapevolezza di realtà multiple è disponibile solo a coloro la cui coscienza è sufficientemente evoluta da trarne un profitto. (un esempio sarebbe Tom Campbell)

REALTA' IN ESPANSIONE

Entro ogniuno dei sotto-sistemi di realtà virtuali esistono esseri che vivono entro un certo sistema di regole, il cui scopo è imparare, crescere ed evolvere attraverso le interazioni con gli altri. Ogni realtà esiste entro un'unica dimensione o spazio di memoria controllato dal grande computer primordiale (TBC) consistente nell'insieme dei processi logici di calcolo e di memoria dell'Assoluto (AUO). Tutte queste realtà sono sottoinsiemi di una più estesa simulazione e si espandono nei loro potenziali futuri attraverso il ritmo del proprio tempo artificialmente costruito o simulato per mezzo di incrementi successivi che Tom definisce DELTA-t.
Il grande computer (TBC) calcola le probabilità che ogni possibile stato si possa attualizzare attraverso la libera scelta nel corso di un incremento di tempo DELTA-t.
Tutti i possibili stati rappresentano realtà future parallele o potenziali futuri universi. Ogniuno di questi scenari alternativi diventa il punto di partenza per un' altra realtà sulla base delle combinazioni e permutazioni di tutti i possibili stati di realtà.
Sulla probabilità che un evento si realizzi influisce in modo determinante il sistema di regole che limita il sistema di realtà virtuale perchè è proprio tale sistema di regole ad essere oggettivo e non la realtà. Quest'ultima è rappresentata da un flusso di dati che giungono alla nostra coscienza ma che esistono solo in termini di percezione soggettiva e personale. Ad esempio la percezione di un albero da parte di uno scoiattolo sarà diversa dalla percezione che di quello stesso albero ha un uomo. L' albero entrerà nella percezione dell'uomo o dello scoiattolo in un dato istante solo perchè, in base al sistema di regole oggettivo su cui si regge la nostra realtà (PMR), è probabile che quell'albero si manifesti alla nostra coscienza in un determinato istante ed in un certo contesto. L'albero in sè non ha alcuna esitenza indipendente.
Anche il nostro intento, inteso come energia mentale focalizzata, può influire sulla manifestazione di un evento futuro aumentando la probabilità che si verifichi, ma solo nel caso in cui tale intento sia espresso da una coscienza evoluta e con un basso livello di entropia.

CHI SIAMO NOI

Noi siamo unità individuali di coscienza entro la realtà virtuale non materiale, siamo sistemi informazionali consapevoli che trasmettono informazioni in forma di dati e interpretano le informazioni ricevute anch'esse sotto forma di dati; questo lo facciamo in una realtà virtuale nella quale, interagendo con altri elementi e grazie alla libera scelta, abbiamo la possibilità di evolvere verso un maggiore grado di ordine ed armonia, ridefinendo noi stessi in un diverso, migliore essere.
In quanto Unità Individuali di Coscienza (IUOC), possiamo evolvere attraverso multiple incarnazioni, proiettando un frammento della nostra coscienza individuale (un Avatar) in un secondo ordine di realtà virtuale, la nostra realtà materiale. Queste incarnazioni (ciò con cui noi ci stiamo identificando/concentrando in questo momento), ricevono informazioni dal sottosistema di realtà materiale (PMR) che rappresenta un pacchetto di esperienza educazionale. In altre parole, in quanto unità individuali di coscienza, se vogliamo sperimentare la realtà virtuale materiale, dobbiamo adeguarci ai limiti imposti dal sistema di regole su cui si basa questa simulazione, in modo da poter ricevere un flusso di informazioni da essa; siamo cioè coscienze ma limitate da ciò che il nostro personaggio può fare nel sistema di realtà materiale.
E' un pò come quando giochiamo ad un videogame; noi ci identifichiamo con un personaggio, ci concentriamo sui di esso, ma non siamo affatto quel personaggio; piuttosto siamo la coscienza che guida le azioni del giocatore ed effettua delle scelte entro i limiti del sistema di regole sui cui si basa quel videogioco. Quando poi il gioco finisce o il nostro personaggio viene eliminato, noi continuiamo ad esistere in quanto coscienze; è un pò come dire che spostiamo la nostra concentrazione da un certo tipo di realtà virtuale ad un altra. Quindi, per cercare di chiarire ulteriormente, noi siamo qui ma simultaneamente abbiamo un'estensione di noi stessi nella realtà immateriale (NPRMn) che continua ad esistere quando il corpo muore. Il "corpo" ed il cervello sono anch'essi virtuali, rappresentano un mezzo che ci consente di sperimentare la realtà materiale entro i limiti di un certo sistema di regole, e riflettono le limitazioni imposte da quelle stesse regole, dal momento che si sono evoluti come parte della realtà virtuale. Il corpo virtuale può essere influenzato manipolando l'energia nella realtà immateriale, a patto che siamo sufficientemente evoluti per farlo.
In ogni caso, è bene non dimenticare che il personaggio virtuale con cui ci identifichiamo rispecchia completamente la qualità della nostra coscienza ed è quindi dall'auto-osservazione che dobbiamo partire per evolverci in senso positivo.
La dimensione in cui ci spostiamo quando il corpo fisico muore, sarebbe, secondo Tom, un'altra realtà virtuale che servirebbe come transizione tra l'esperienza materiale e quella immateriale; da lì ci renderemmo conto poco per volta di trovarci in un'altro sistema di realtà e proseguiremmo poi, verso una nuova più ampia comprensione. Potremmo così scegliere di continuare la nostra evoluzione attraverso un altro corpo, per mezzo di successive reincarnazioni, ripartendo ogni volta dal livello qualitativo raggiunto, ed incrementandolo di volta in volta.
La nostra coscienza primaria, o spirito superiore, quella in cui i risultati dei nostri sforzi si accumulano, è ciò che noi realmente siamo, non è qualcosa di diverso da quello che siamo convinti di essere in questo momento.
Uno dei meravigliosi attributi di un sistema digitale è che, dal momento che la memoria non è mai eliminata, nessuna informazione viene persa, ed il nostro sè individuale viene mantenuto per sempre. In altre parole, una volta che una coscienza senziente è stata creata, essa diventa un sistema che si auto-evolve e che rappresenta una nuova entità esistente dentro l'Assoluto che persisterà indefinitamente. Dal momento che la coscienza si perfeziona all'interno di un sistema digitale, possiamo, in quanto unità individuali di coscienza, mantenere la nostra individualità per sempre e simultaneamente fonderci con l'intero atraverso passaggi successivi poichè ogni frammento dell'Assoluto contiene il potenziale evoluzionistico dell'intero.
Nell'ambito di questo quadro, la cosa migliore che possiamo fare è cercare di migliorare noi stessi utilizzando le opportunità che abbiamo e contribuendo a far evolvere l'intero sistema di coscienza. In particolare, se faremo del nostro meglio per imparare da ogni esperienza, il più largo sistema di coscienza si accorgerà che siamo "pronti" e provvederà ad insegnarci. Se ad esempio un particolare evento rappresenta un'occasione di apprendimento efficace per qualcuno, la probabilità che si verifichi aumenta. Il sistema è infatti progettato per fornire automaticamente tempestive opportunità di apprendimento individuale. Dal momento che l'obiettivo primario del sistema è quello di superare la paura (sinonimo di elevato disordine o elevata entropia) e sostituirlo con l' amore (sinonimo di elevato ordine o bassa entropia), la paura si manifesterà nella nostra realtà proprio al fine di darci modo di affrontarla e superarla, cioè rappresenterà un mezzo di apprendimento.

Ricapitolando, la nostra evoluzione in quanto coscienze va di pari passo con l'evoluzione di tre fattori:

  • 1) La consapevolezza di noi stessi, della nostra intenzione, delle nostre paure, ego e credenze e dei nostri potenziali; la consapevolezza del nostro ambiente, comprese le altre persone, in pratica l'essere presenti nel momento, l'essere consapevoli di ciò che pensiamo e proviamo.
  • 2) La capacità di lasciar andare la paura e l'ego (bisogni, desideri, credenze e aspettative) per consentire al nostro essere di ottimizzare la produttività delle proprie interazioni e di capire lo scopo della sua esistenza.
  • 3) Il saper abbracciare il cambiamento e l'incertezza, facendo uno sforzo costante e coerente per cambiare, crescere, interiorizzare, assorbire, integrare ed organizzare i risultati ottenuti dall'interazione con gli altri in un nuovo modo di essere, una nuova prospettiva, una nuova realtà.

E' richiesta quindi una visione a lungo termine, il desiderio di migliorare se stessi, grinta, energia e capacità di messa a fuoco, ma anche entusiasmo perchè il processo di apprendimento, se profondamente compreso, dovrebbe darci gioia e divertimento. Le nostre giornate assumono infatti tutta un'altra prospettiva nel momento in cui consideriamo ogni ostacolo, ogni difficoltà, ogni evento piacevole o spiacevole come un'opportunità per crescere e migliorare noi stessi, evolvendo verso una migliore qualità interiore.

LA REALTA' FRATTALE

Se diamo un'occhiata alla nostra realtà, possiamo vedere il risultato del processo fondamentale di evoluzione che si ripete su varie scale e livelli. Il Sistema Solare, le galassie, il corpo umano, gli insetti e le coscienze, tutti evolvono attraverso il medesimo schema, entro la forma e la struttura di un gigantesco sistema frattale.
Come in tutti i frattali, la ripetizione degli schemi di base associata ad un insieme di regole produce un dettagliato e complesso risultato. Potremmo pensare alla nostra più grande realtà come ad un frattale mentale che si evolve. La Realtà è quindi il risultato di un processo frattale applicato alla capacità di auto-organizzarsi della coscienza. La realtà virtuale che noi sperimentiamo come realtà fisica è semplicemente una parte di quello stesso schema frattale. Ogni cosa è connessa in quanto parte di un'unica sorgente, un'unica sostanza, un frattale, una coscienza, l'Assoluto.
Noi, sia per quanto riguarda la parte fisica che quella non fisica, siamo una piccola parte individuale, che contiene l'essenza, lo schema del tutto, un pezzo, una parte di una più grande coscienza in evoluzione.
Migliorare la qualità della coscienza, espandendo la profondità della consapevolezza, manifestando amore universale incondizionato, lasciando andare le paure, e minimizzando i desideri e le brame dell'ego, questi sono gli attributi di una coscienza che si evolve con successo.

LA MEDITAZIONE

Essere consapevoli ed operanti in multiple dimensioni è cio che, secondo Tom, permette al "Grande Disegno" di apparire con chiarezza come conseguenza di un' esperienza diretta. Altre dimensioni, a noi sconosciute, si troverebbero nello spazio mentale della coscienza e non sarebbero ovviamente spazi fisici come noi li intendiamo dal nostro ristretto punto di vista.
In quanto limitati ad interagire con questa realtà, possiamo solo osservare e capire le interazioni all'interno di essa; non siamo in grado di comprendere cio che va al di fuori di tale dimensione perchè ciò si nasconde al di là dei limiti della nostra personale percezione.
Per sperimentare direttamente altri sistemi di realtà, Tom consiglia di iniziare a praticare la meditazione per brevi periodi di tempo durante il giorno, senza particolari aspettative ma al fine di sperimentare noi stessi come esseri indipendenti dal corpo fisico. Ciò ci permetterà gradualmente di ampliare anche la nostra prospettiva ed eventulmente, ci darà modo di iniziare a sperimentare nuovi livelli di realtà, cosa che avverrà spontaneamente quando saremo pronti per farlo.
La meditazione, secondo Tom, è quindi lo strumento che può consentirci di sviluppare la nostra verità, una verità che viva nel profondo del nostro essere e non in quello di qualcun altro.
Ciò che Tom cerca di spingerci a fare è di affrontare qualsiasi teoria, compresa la sua, con mente aperta associata a un certo grado di scetticismo, dal momento che qualsiasi verità, se non direttamente sperimentata rimane soltanto un'assunzione intellettuale, una credenza che va a sommarsi alla montagna di altre credenze già presenti nella nostra mente.

CONCLUSIONI

Se mai qualcuno dovesse leggere questa "recensione", vorrei che sapesse che, tutto quanto ho scritto è il risultato della mia personale comprensione in questo momento riguardo al lovoro svolto da Tom Campbell. Trattandosi appunto della mia comprensione può ovviamente essere diversa in tutto o in parte da quella di qualcun altro. Il mio consiglio è, nel caso siate interessati all'argomento, di leggere direttamente il libro e di guardare anche, ammesso che capiate l'inglese, i video che Tom Campbell ha generosamente pubblicato sul suo canale You Tube.
Vorrei inoltre sottolineare che l'autore tratta anche argomenti complessi, come il tempo, lo spazio, la velocità della luce, le caratteristiche del computer primordiale, la struttura della realtà ecc.... Non ho ritenuto necessario soffermarmi a lungo su tali argomenti in questa sede in quanto ogniuno, in base alla propria capacità di comprensione, lo potrà fare personalmente, attraverso la lettura del libro.

Di seguito sono indicati alcuni link che potranno essere utili a chi voglia iniziare questa avventura:


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