Stress e Felicità



Stress e Felicità; come possiamo incrementare il nostro stato di gioia e benessere e contemporaneamente ridurre il livello di stress nel quale siamo costantemente immersi?

Come è possibile constatare facilmente, navigando su internet, l'offerta di soluzioni contro lo stress che funzionano solo temporaneamente si è ormai trasformata in un enorme business.
Ogniuno di noi cerca all'esterno le soluzioni più facili e veloci a qualsiasi tipo di problema; così, invece di soffermarci su noi stessi, su ciò che di squilibrato c'è all'interno di noi, cerchiamo qualcosa che ci permetta di manipolare le circostanze esterne, alle quali attribuiamo la causa del nostro stato di costante disagio interiore.
Il mondo esterno pare correre e trasformarsi ad una velocità sempre maggiore, così anche noi corriamo sino ad essere completamente stremati, permettendo allo stress di diventare una parte integrante di noi, identificandoci con esso, quasi fosse letteralmente la nostra seconda pelle. Noi stessi siamo i primi ad essere profondamente convinti che lo stress sia inevitabile, che faccia parte della nostra stessa essenza.

In realtà lo stress è una risposta del corpo alle esperienze esterne che si manifesta mediante il rilascio si sostanze chimiche nel sangue. Queste sostanze chimiche danno alle persone più energia e forza, cosa che di per sè potrebbe essere positiva nel caso di un reale pericolo fisico. In questo caso infatti il corpo si attiverebbe, dando sfogo a questa energia in eccesso.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, nel nostro mondo attuale, lo stress non è una risposta ad una reale minaccia fisica ma piuttosto ad una emozione, la quale stimola il cervello a produrre tutta una serie di sostanze chimiche che, a loro volta, amplificando l'emozione stessa, creano una sorta di circolo vizioso. Poichè siamo letteralmente tempestati da un mare di emozioni alle quali non riusciamo a dare sfogo, ecco allora che il nostro corpo viene letteralmente inondato da un mare di sostanze chimiche che vanno ad alterare il nostro equilibrio mentale e fisico.

Ma allora, come si generano queste emozioni?
Nella maggior parte dei casi un'emozione si genera in modo del tutto inconscio come risposta ad un evento che, sulla base di memorie passate, ha podotto in noi una certa reazione.
Ad esempio: un ragazzo, durante il periodo della scuola inizia a rendersi conto che, se non migliora la propria resa scolastica, verrà penalizzato dai professori e soprattutto dai genitori; per non sentirsi disprezzato o inadeguato cercherà quindi di rimediare facendo i compiti e studiando più velocemente ma questo causerà in lui una risposta emotiva di tipo ansioso che verrà memorizzata e col tempo sarà amplificata e confermata dalle sue ulteriori esperienze scolastiche. La paura di non riuscire ad eseguire quanto richiesto nel tempo disponibile rimarrà quindi memorizzata nella mente del ragazzo, in associazione alla produzione di determinate sostanze chimiche da parte del cervello. Non solo questo tipo di stress verrà mantenuto durante tutta la carriera scolastica ma, con elevata probabilità, si scatenerà anche in qualsiasi altra situazione che richiami alla memoria la paura di non riuscire a concludere in tempo una determinata attività.
L'attivazione dell'emozione sarà del tutto automatica e continuerà a manifestarsi a meno che la persona non voglia, con un atto intenzionale, iniziare a disattivare il circuito cerebrale che ne scatena la comparsa. In realtà, potrebbe non esserci alcun motivo reale per essere stressati; tuttavia, il fattore scatenante e l'emozione ad esso collegata sono talmente cablati nel cervello che il soggetto non riesce neppure più a cogliere la realtà della situazione o, in ogni caso, continua a percepirla in modo essenzialmente distorto.

Nell'esempio in questione la persona dovrebbe in un certo senso svegliarsi, osservare la propria reazione emotiva e decidere che non ne vuole essere schiavo. Per fare questo non dovrebbe far altro che osservare tale emozione ogni volta che affiora nella sua consapevolezza e rendersi conto che in quel momento egli sta solo dando un'importanza eccessiva ad un singolo evento, sta proiettando su di esso tutte le proprie energie, precludendosi la possibilità di considerarlo da altri possibili punti di vista.

In altre parole, ogni qualvolta cadiamo preda di un'emozione associata allo stress, dobbiamo fare lo sforzo di capire che la nostra mente è in quel momento letteralmente imprigionata all'interno di una bolla e per liberarci l'unica cosa da fare è farla esplodere, in modo che la nostra visione si espanda e non sia più limitata.
All'inizio, l'unico modo per riuscirci, consiste nell' allontanarci per un pò da quello che consideriamo essere un problema più o meno grave, staccando la spina; più rimarremo all'interno della bolla e più il nostro livello di stress si espanderà in quanto i pensieri si associeranno l'uno con l'altro, trascinandoci in una spirale senza fondo.
Dovremo poi renderci conto che lo stress è una conseguenza di come noi stessi stiamo valutando una determinata situazione, di come la stiamo percependo, e non della situazione stessa. La mente a quel punto cercherà di convincerci che lo stress è necessario per risolvere un determinato problema ma in realtà esso è solo un ostacolo, e se non vogliamo rimanerne schiavi, dobbiamo diventare consapevoli del fatto che esso non cambierà in alcun modo le cose.
Limitiamoci ad agire, facendo del nostro meglio, dopodichè, se il risultato non è quello sperato, significa semplicemente che in quel momento è necessario accettare le cose per quello che sono; forse stiamo chiedendo troppo a noi stessi, stiamo dando una tale esagerata importanza ad un evento esterno, da perdere di vista la cosa più importante e cioè il nostro benessere personale.

A cosa serve continuare a stressarci? E' forse positivo per noi ritrovarci stesi in un letto d'ospedale, dopo una crisi di tachicardia?
Eppure a volte è proprio necessario un grave evento come questo per cambiare radicalmente la nostra percezione delle cose, la nostra visione.
Bè, forse sarebbe meglio diventare consapevoli della nostra mente limitata con un pò di anticipo, forse sarebbe opportuno svegliarci, renderci conto di quanto siamo schiavi dei nostri stupidi ed infantili meccanismi mentali ed emozionali; forse sarebbe meraviglioso se facessimo capire ai nostri figli che il loro benessere e la loro felicità sono più importanti di qualsiasi risultato o giudizio altrui, e che sono esseri perfetti e come tali devono amarsi e rispettarsi per quello che sono.

Ogniuno di noi cerca sempre di essere qualcosa di diverso da quello che è ed è questa la visione che trasferiamo ai nostri figli, il fatto puro e semplice che ci sentiamo a disagio con noi stessi.
Vogliamo essere diversi, più bravi, più intelligenti, più simpatici, più ricchi e questo crea continuamente stress in noi e nei nostri figli. Maggiore è la distanza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere e maggiore è anche il livello di stress che si insinua nelle nostre vite. Diventiamo dei prigionieri, degli schiavi, chiusi detro le mura impenetrabili della nostra mente ottusa.

La maggior parte di noi si lamenta continuamente dello stress, dell'ansia, di come i ritmi di vita siano diventati impossibili ma non ci rendiamo conto che questa sorta di filastrocca è diventata una forma di autogiustificazione al nostro immobilismo mentale, oltre che un modo di attrarre l'attenzione di chi ci circonda; senza stress abbiamo quasi la sensazione di essere emarginati dal resto della società; lo stress ci fa sentire importanti; se siamo stressati è perchè lavoriamo molto, siamo attivi e coinvolti nella società; se non siamo stressati ci sentiamo diversi, esclusi, isolati dal resto di questo pazzo mondo; come possiamo fermarci se tutti gli altri corrono?
Bè, se visualizziamo la scenetta di tutte queste persone che corrono come delle forsennate come fossero sotto l'effetto di un attacco di panico, la cosa non può che farci sorridere. Qual'è l'obiettivo, il premio, ma soprattutto il pericolo reale?
Nella maggior parte dei casi e nella migliore delle ipotesi il risultato, peraltro passeggero, sarà solo un senso di euforia seguito da una sensazione ulteriore di mancanza, di incompletezza.
D'altro canto, invece di continuare a lamentarci sbattendo ripetutamente la testa contro il muro come asini ignoranti, non sarebbe più intelligente da parte nostra fermare per un attimo il filmato della nostra vita ed esaminare con sapienza ed intelligenza quali sono i reali motivi che causano lo stress, agendo poi concretamente per eliminarli?

In passato ero convinta che le emozioni fossero una parte molto importante di me stessa ma ora mi sono resa conto che nel momento in cui ne divento schiava, finisco per agire senza alcuna logica, dando importanza solo a desideri infantili e limitanti che mi impediscono di affrontare gli eventi della vita con calma ed intelligenza, libera dai condizionamenti del mondo esterno che ci vorrebbero tutti uguali, tutti felici per gli stessi insulsi motivi.
Non voglio essere un pupazzo che agisce solo in base a ciò che le emozioni stabiliscono sia giusto o sbagliato per me. Voglio invece essere in grado di osservare quelle stesse emozioni, di sganciarmi da esse ogni qualvolta limitino la mia visione della vita, di passare oltre, di evolvermi verso una migliore comprensione di me stessa e di ciò che voglio verarmente: essere libera di seguire il mio sentiero personale verso una felicità interiore unica ed autentica!

 
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