Le Voci nella Testa



Le Voci nella Testa fanno parte della vita di ogniuno di noi, condizionano giorno per giorno le nostre scelte, senza che ne abbiamo alcuna consapevolezza, almeno nella maggior parte dei casi.
Non si tratta di essere pazzi; semplicemente, la nostra mente lavora incessantemente, descrivendo, confrontando, giudicando quasiasi argomento o situazione, in una sorta di chiacchiericcio costante ed indisturbato che arriva ad assumere vita propria.
Uso questo termine, "vita propria" perchè, la mggior parte di noi non si rendono conto del fatto che tali voci non sono controllate dalla nostra consapevolezza cosciente ma, al contrario, sono esse stesse che, prendendo letteralmente il comando, dirigono meccanicamente le nostre scelte. Pensiamo ad esempio a momenti di particolare stress in cui, le "voci" ci tengono svegli, impedendoci di dormire.

Il discorso, potrebbe sembrare assurdo, eppure nel momento in cui ci domandiamo:
"Siamo in grado di non pensare?" Ci rendiamo conto che, tentare di bloccare il nostro personale flusso di pensieri, anche solo per pochi secondi, è un'impresa incredibilmente difficile. Eppure, in quei brevi attimi, è come se ci trovassimo immersi in una condizione di "non mente", nella quale esistiamo, indipendentemente dalla presenza dei nostri pensieri.
Soffermiamoci allora sul termine "esistiamo" per cercare di capirne il significato, ammesso che sia possibile. In un primo momento infatti ci verrebbe spontaneo chiederci: "Non sono proprio i nostri pensieri che ci fanno esistere in questo momento? Senza i nostri pensieri che cosa o chi siamo?" E inoltre: "Da dove vengono i pensieri?"

Allora torniamo per un attimo indietro nel tempo, a quando eravamo dei bambini molto piccoli, prima che la logica e la memoria si sviluppassero. Il tempo per noi non esisteva, perciò vivevamo in un costante momento presente, nel quale desideravamo unicamente esprimerci liberamente. Il nostro cervello non aveva ancora immagazzinato informazioni comportamentali o di qualsiasi altro genere provenienti dagli adulti o dal mondo esterno, ma era pronto ad assorbire ogni genere di informazione.
Ad un certo punto, nostra madre ha iniziato a farci seguire le prime regole, cercando di farci comprendere i concetti di "giusto" e "sbagliato" e proprio questi concetti, insieme a migliaia di altre credenze continuamente ripetute, si sono lentamente ma incessantemente accumulati nelle nostre menti, trasformandosi in memorie inconsce, pronte a venir fuori sotto forma di "vocine" o meccanismi di reazione automatici.
Il nostro cervello è fatto in modo da rendere qualsiasi pensiero o azione ripetuta più volte semplice ed immediata, al punto che, così come camminare diventa un'azione automatica, nello stesso modo le nostre reazioni agli eventi della vita si trasformano in semplici risposte inconsce agli stimoli esterni.

Ci sono così centinaia di vocine della nostra mente che abbiamo imparato ad ascoltare al fine di evitare di rompere le regole o le aspettative dettate dalla società o dalla ristretta cerchia di persone che ci circonda. Queste voci della mente non sono in grado di conoscere il futuro ma si basano su quanto è successo in passato per determinare le nostre reazioni agli eventi, progettando un futuro del tutto ipotetico. Le vocine crescono con noi, dando interpretazioni su ciò che bisognerebbe o non bisognerebbe fare in talune situazioni, offrendoci consigli in relazione al nostro futuro, su come dovrebbe o non dovrebbe essere e, per far questo si basano sempre sulle memorie di quanto accaduto in passato.
A volte, come adulti, siamo diventati così impegnati a seguire le regole che non riusciamo a fermarci e a chiederci se sono vere. Continuiamo a vivere basandoci sul paradigma che la voce nella nostra testa sia lì per aiutarci ad essere felici anche quando di fatto ciò non è più vero. Abbiamo dato una tale fiducia alle voci della mente e per così tanto tempo che esse hanno assunto vita propria. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, noi non riusciamo a percepirle come entità separate perchè ci identifichiamo letteralmente con esse. Soltano quando siamo stressati a tal punto da non riuscire più a dormire la notte a causa del chiacchiericcio continuo della mente, a volte cominciamo a comprendere che qualcosa non funziona come dovrebbe.
In mezzo al chiacchiericcio incessante di ciò che "si dovrebbe" o non "si dovrebbe" fare, le emozioni come l'amore e la gioia difficilmente trovano spazio.

Per alcune persone la crisi esistenziale sopraggiunge quando si rendono conto che, pur avendo sempre seguito tutte le regole dettate dalla mente, non hanno ottenuto affatto l'ipotetica felicità che le voci della testa supponevano di poter raggiungere. Per altri, crisi di mezza età o delusioni falimiliari sono a volte insufficienti per sfidare le false regole dettate dalla mente. Si si finisce infatti semplicemente con lo scegliere nuove regole, un nuovo compagno, una nuova famiglia o beni materiali con l'intento di colmare un vuoto sempre più grande.

La realtà da accettare è che le voci nella testa non conoscono affatto un modo per raggiungere la felicità. Conoscono solo il passato e tentano invano di prevedere il futuro. Sanno come avremmo agito in passato al fine di ottenere la migliore reazione da parte delle persone che ci circondavano ma non sono in grado di esprimere amore o gioia per il momento presente.

Nel momento stesso in cui iniziamo a percepire le voci come qualcosa di separato da noi stessi, possiamo anche cominciare a liberarci della logica difettosa della mente scegliendo di non credere più alle regole di un passato inesistente.
Ma sappiate che le voci non se ne andranno facilmente. Siamo infatti così legati ad esse che potremmo persino provare una sensazione di paura interiore nel momento in cui smettessimo di sentirle. Le voci hanno messo radici profonde, come quelle di una grande quercia vissuta per anni nel nostro giardino.

Solo un desiderio molto forte di felicità può spingerci nella direzione della libertà personale, offrendoci una via d'uscita dalla schiavitù dalle voci nella nostra testa. Il percorso verso l'integrità emotiva e l'armonia avviene attraverso la consapevolezza, l'accettazione e il perdono, sentimenti totalmente sconosciuti alla nostra mente. Poco alla volta, cominciamo a scoprire, che la nostra felicità ha poco a che fare con le reazioni di altre persone ma deriva principalmente dalla possibilità di esprimere le nostre emozioni d'amore. Le regole dettate dalla mente di solito non ci spingono per nulla a seguire il nostro cuore e a fare ciò che amiamo veramente.
Fortunatamente, noi siamo molto di più che semplici voci della mente, siamo pura consapevolezza in grado di osservare i pensieri e l'assenza di essi, siamo i Testimoni immobili ed immutati che, sin da quando eravamo bambini, hanno osservato il film della nostra vita. Allora, se lo vogliamo davvero, possiamo scegliere di creare la felicità nelle nostre vite. Non dobbiamo far altro che osservare quelle voci e calmarle poco alla volta, facendo del nostro meglio per lasciare andare le lamentele e i giudizi negativi su noi stessi e sul mondo che ci circonda. Poi, attraverso una comprensione più profonda di noi stessi, nasceranno nuovi sentimenti di accettazione e compassione per la nostra stessa mente che potremo trasformare in uno strumento estremamente efficace e potente per plasmare e creare le nostre vite.

Comprendere il modo in cui nascono i nostri pensieri è così importante che diversi autori e maestri spirituali hanno più volte scritto sull'argomento; tra questi, don Miguel Ruiz ha per me rappresentato uno degli scrittori più significativi con il suo libro I quattro accordi.

 
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